Giro di Sardegna, Agosto 1959 (Km. 1000)
Con una galleria di foto


Di questo giro non esiste un "programma ufficiale", ma si ricorda il percorso :

7/8 Porto Torres-Platamona-Sassari-Cantoniera Scala Cavalli-Alghero

8/8 Alghero-Villanova-Monteleone-Pozzomaggiore-Suni-Bosa Marina

9/8 Bosa Marina-Macomer-Santu Lussurgiu-Cuglieri-S. Caterina di Pittinuri

10/8 S. Cat. Pittinuri-Oristano-Guspini

11/8 Guspini-Fluminimaggiore-Iglesias-Portoscuso-S. Antioco-Calasetta

12/8 Calasetta-S. Antioco-Teulada-Strada Coasiera-Pula-Cagliari

13/8 Cagliari-Decimomannu-Sanluri-Barumini-Laconi

14/8 Laconi-Cantoniera di Ortuabis-Sorgono-Ovodda

15/8 Ovodda-Fonni-Mamoiada-Orgosolo-Oliena-Nuoro

16/8 Nuoro-Bitti-Buddusò-Alà dei Sardi-Monti

17/8 Monti-Olbia-Arzachena-Palau

18/8 Escursione alla Maddalena e Caprera

19/8 Palau-Tempio Pausania-Perfugas

20/8 Perfugas-Sedini-Castelsardo-Porto Torres


Partecipanti

I partecipanti furono quattro:


Note sul giro e sulle foto che lo illustrano

(Le note sono a cura di Luciano Folpini, basandosi sulla memoria dopo quasi mezzo secolo. [Qualche precisazione del webmaster tra parentesi quadre])

I nomi delle località sono letti direttamente dalle note sulle foto per cui possono esserci delle imprecisioni.
 
Le foto sul traghetto riguardano l'andata, poiché Luigi non ha il braccio ingessato.
 
Siamo arrivati e ripartiti da Porto Torres. 
 
Al primo giorno siamo arrivata a Mara, dove nell'unico e misero negozio, abbiamo acquistato, senza saperlo, il famoso formaggio coi vermi, che ovviamente abbiamo scartato non sapendo che era una leccornia, (ricordata come delusione a..mara). [Mara sembrerebbe sulla strada tra Monteleone e Pozzomaggiore affrontata nel secondo giorno]
 
A parte la spiaggia di Palau, dove ci siamo fermati qualche giorno per visitare Caprera e per lasciare guarire la caviglia di Osvaldo che si era stortata durante una visita ad un nuraghe ed era stata curata da una veccchietta con la chiara dell'uovo, abbiamo dormito sempre il luoghi diversi.

Due sole notti non abbiamo dormito in tenda, una volta perchè pioveva troppo forte ed un'altra perchè i carabinieri ci hanno obbligato a dormire in una scuola perchè dicevano troppo pericoloso dormire fuori.
 
L'incidente cui si riferisce l'ultima foto è avvenuto su una strada provinciale, che allora era ancora sterrata, che da Cagliari va verso l'interno (Giorgio credo che si ricordi del luogo e dell'aiuto che ricevemmo dalla popolazione locale). Eravamo in una discesa ed in momento di distrazione Luigi è banalmente caduto a terra in malo modo rompendosi il braccio. [In realtà, precisa Giorgio Ceffali, la strada era asfaltata, ma l'incidente avvenne in una curva cosparsa di ghiaietto. Sembra che, terminata la salita, tutti si fossero avviati in discesa con la consueta calma del cicloturista, mente il povero Luigi si sarebbe buttatto in discesa a forte velocità finendo in malo modo. Non si ruppe "un braccio" bensì la clavicola. Da allora, sembra che per un certo tempo tutti nel Ciclaspis si dessero alla misurazione della grossezza delle rispettive clavicole. Inutile dire che il Giorgione oltre alla testa grossa aveva anche le clavicole più grosse di tutti...].

Abbiamo proseguito alla bell'e meglio sino al paese successivo, dove Giorgio e Osvaldo si sono fermati, mentre io con Luigi abbiamo preso una corriera e siamo ritornati a Cagliari dove è stato ricoverato all'ospedale; poi il giorno dopo io ho raggiunto Giorgio e Osvaldo che nel frattempo avevano spedito la biblicletta a Milano. [Se l'incidente è avvenuto nei pressi di Meana Sardo, deve essere stato il 14 agosto, dopo la tappa Cagliari-Laconi]
 
Luigi lo rivedemmo solo al momento del ritorno all'imbarco sul traghetto.
 
Non si sa perchè dopo l'incidente Osvaldo lasciò la tenda di Giorgio per dormire nella mia. (A voi la deduzione...)
 
Più di una volta abbiamo visto le corriere scortate dai carabinieri.
 
Ricordo quella volta che dei ragazzi ci chiesero dove avevamo il coltello e quella volta che arrivati ad Ogliena abbiamo visto gente che girava con la pistola alla cinta come nel far west e abbiamo dovuto scappare per evitare una torma di ragazzini.

Ricordo anche che quando per la pioggia abbiamo dovuto dormire in una casa privata (eravamo verso la fine del giro) Giorgio fu estasiato dalle lunghe trecce nere delle giovani e belle sarde.

A ferragosto è stato l'unico giorno in cui abbiamo mangiato in una trattoria che ci ha chiesto di comprare noi la carne e loro la cucinavano (abbiamo comprato e mangato il più buon capretto della mia vita... forse per la fame e la nostra cucina)

Tanti altri episodi possono essere ricordati e Giorgio certamente ne ricorda tanti anche lui 
 

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Galleria di foto

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Sardegna1
Partenza da Genova - 1
Sardegna2
Partenza da Genova - 2
Sardegna3
La traversata sul "Calabria"
Sardegna4
Sul "Calabria" - Indovina chi è?
Sardegna5
Prima tappa: Alghero
Sardegna6
8/8 - Ospitalità alla cantoniera di Pozzo Maggiore - Macomer
8/8 - Ospitalità alla cantoniera di Pozzo Maggiore - Macomer

POZZOMAGGIORE CINQUANT'ANNI DOPO...

Le vicende relative a queste due fotografie sono state rievocate dai partecipanti a cinquant'anni di distanza.  Infatti, la vigilia di Natale del 2009 ci è giunta una e-mail dal nipote di uno dei personaggi immortalati in questa foto, che si era riconosciuto e desiderava prendere contatto con questo gruppo di persone con cui aveva avuto un rapido incontro quella calda estate di 50 anni prima. Era Franceschino Dettori, nato a Pozzomaggiore nel 1935, che quell'anno lavorava nella cantoniera Ponte Oine, in località Nuraghe Pidru, dove vennero scattate le foto. Dal nipote abbiamo inoltre appreso che Franceschino Dettori, dopo aver lasciato il mestiere di cantoniere, si è dedicato per molti anni alla radio ed è stato il pioniere delle trasmissioni-radio in lingua sarda.

Nella prima foto, scattata da Pasqualino Piu (ragioniere), sono ritratti, da sinistra in piedi: Pietrino Cuccuru (detto "su carrettoneri"; è morto da un po' di tempo), i quattro ciclisti, e poi, accosciati: Franceschino Dettori, Antonio Deroma (il più piccolo, che era detto "su lattaggiu", perché portava il latte dall'ovile al paese) e Antonio Piu, che lavorava come pastore nelle campagne vicine.
Nella seconda foto, scattata (con minor perizia...) da uno dei ciclisti, si vedono, da sinistra a destra: Pietrino Cuccuru (in secondo piano) e Antonio Deroma (in prima fila, in ginocchio), e poi, in prima fila, Franceschino Dettori, Antonio Piu e Pasqualino Piu (in piedi)

Il ricordo di quei momenti è ancora molto vivo presso tutti i partecipanti a quel giro che ho contattato. Si ricordano un'accoglienza calorosissima, con un entusiasmo e un'amicizia molto forti. Ci fu anche l'invito a fermarsi lì a fare tappa, ma le esigenze del programma imponevano di pedalare ancora prima di sera. Il distacco non fu facile perché l'ambiente era veramente così amichevole che invogliava a far durare l'incontro. È stata una magnifica sorpresa che a tanti anni da allora ci sia stato il modo di riprendere -sia pur solo virtualmente- quel contatto umano così intenso.
Sardegna8
12/8 - Poetto di Cagliari
Sardegna9
12/8 - Poetto
Sardegna10
13/8 - Sulle cime: passo Arbus - Laconi

Sardegna11
15/8 - Ferragosto: si mangia in trattoria a Fonni
Sardegna12
16/8 - Per Bitti
Sardegna13
17/8 - Arzachena
Sardegna14
17/8 - La cucina di Palau
Sardegna15
18/8 - Tomba di Garibaldi e delle mogli
Sardegna16
Il ritiro per incidente - Meana


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